Dal rifugio sapienza alla Montagnola
P.le Etna/sud (m.1904) - Monti Calcarazzi o Corvo - La Montagnola - Schiena dell’asino - Monte Solfizio - C.da C: del Vescovo

Si tratta di un validissimo itinerario, che si sviluppa interamente lungo il versante meridionale della Montagnola, toccando i 2.644 metri della sua vetta. Molto bella la risalita, al cospetto di un magnifico panorama sullo Jonio, in special modo all’alba, quando il sole sembrerà nascere direttamente dal fondo del mare, mentre non meno bella è la discesa attraverso l’interminabile spallone sudorientale della Montagnola, lungo tutta la Schiena dell’asino, fatta di pendenze ideali fino al caratteristico Monte Solfizio, a due passi dalla strada provinciale proveniente da Zafferana Etnea in zona C.da casa del Vescovo. A questo proposito, si ricorda, che bisognerà parcheggiare preventivamente un’auto in tale località, raggiungibile dal centro di Zafferana Etnea lungo la S.P.92 al km.15,500, poco prima di una serie di curvoni a gomito (m.1700 circa), in corrispondenza sulla destra, del vecchio cratere spaccato a metà.

DESCRIZIONE ITINERARIO:
Dal P.le Etna/sud, antistante il Rifugio Sapienza, dopo i primi 10 minuti di salita, giunti ad un ripiano puntare a destra (Est), cercando di individuare una traccia che in circa venti minuti di marcia ci condurrà al gruppetto di crateri appaiati (Monti Calcarazzi), ben visibili già dal nostro punto di partenza. Dai Monti Calcarazzi o Corvo m.2057, posti proprio ai piedi della parete sud della Montagnola, inizierà la vera fase di salita, su pendenza decisa e costante, alla volta dell’aguzza cima che si presenterà sempre ben a vista davanti a noi in direzione Nord. In poco più di un’ora, si dovrebbe essere nei pressi della vetta, che io consiglio di raggiungere da Est (per via di un’ impennata della pendenza nell’ultimissimo tratto), percorrendo il filo di cresta, ed avendo la possibilità nel contempo, di godere di una visione grandiosa sull’intera Valle del Bove, fino alle sue pareti settentrionali (Pizzi Deneri). In questo punto, spesso bisogna prestare molta attenzione, per il brusco cambiamento della neve, resa dura dal vento ed influenzata dalla differente esposizione del versante - un imprevisto sarebbe assolutamente da scongiurare. L’inizio della discesa, può essere effettuato direttamente lungo l’ultimo tratto di risalita (cresta), oppure (se risulta scoperto o con neve troppo dura),lungo la linea di massima pendenza alla vetta, in direzione Sud, anche se, percorso il primo tratto, converrà rientrare verso sinistra (Est) ed in ogni caso continuare seguendo il filo della cresta, seguendone il suo degradare da N/O verso S/Est. In questo tratto la discesa si presenterà divertentissima, con neve, che anche in pieno inverno, il più delle volte si presenterà in uno stato primaverile. Intorno quota 2.050 si arriverà ad una antica bocca craterica, che lungo le sue pareti, offrirà l’opportunità a chi volesse, di effettuare indimenticabili sciate fino al suo interno (con tratti di pendenza di 40 gradi). Superato questo tratto, già sotto di noi sarà ben visibile il vecchio cratere spaccato a metà di Monte Solfizio (m.1827), e la strada asfaltata poco più a valle, mentre un invitante canale (sempre meglio innevato), al limite di una zona popolata da piccoli pini, ci darà l’occasione di un’altra bella discesa fra i cuscinoni di astragalo dell’Etna (spinusantu), sempre più affioranti dalla neve, fino alla ripida parete occidentale dell’antica bocca, che se sufficientemente innevata, aggiungerà l’ultima ciliegina alla gita ed allo stesso tempo ci darà la spinta verso i muretti di pietra lavica della vicinissima strada.
DATI TECNICI:Disl. salita m.760 - Disl. discesa m.950 - Versante salita Sud, Versante discesa Sud/Est - Difficoltà MS - Tempo di percorrenza h.3,30/4.00
Periodo consigliato: da gennaio a metà aprile.(Se effettuato in giornate particolarmente tiepide o a tarda primavera, portare una completa scorta di indumenti di ricambio ed una buona quantità di liquidi, data la piena esposizione Sud unita alla particolare inclinazione del pendio).
DIFFICOLTA': Itinerario di media difficoltà.
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